A Road To: Gaeta

Mare paradisiaco, spiaggia bianca lunga più di un kilometro, tende e sporadici bagnanti nudisti: si tratta della lingua costiera delimitata dai lidi “300 Gradini” e “L’ultima spiaggia”, ne avete mai sentito parlare?

Bene, se siete amanti del mare e della modalità “camping” questo articolo vi riguarderà. Poiché si scende in spiaggia attraverso circa 300 scale, per convenienza useremo il nome del primo lido.

Noi, così come gran parte delle persone che vi giungono, consigliamo di passare qui almeno una notte, data la faticaccia per la scesa e la durata di viaggio (da Napoli è circa un’oretta e mezza senza traffico). Tralasciando gli aspetti pratici, è di sera che avviene la magia che strega chiunque per il resto della vita, ma conserviamo gli aspetti metafisici per la conclusione. Quindi: armatevi di una tenda o al massimo un sacco a pelo (opzione indicata per chi non teme il sopravvento della sabbia), una torcia, acqua e cibo secco, in proporzione ovviamente alla vostra permanenza. Ma tranquilli, che se scegliete repentinamente di restare un po’ più a lungo, vi sono dei lidi con bar annessi abbastanza economici, aperti fino a sera. I 300 gradini sono la meta più gettonata di nudisti e “open minded” e la cosa che rende esclusiva l’atmosfera di questo posto, come se il tocco di un dio hippie avesse accarezzato questo paesaggio, si respira una cordialità non solo platonica ma anche pratica. Camperisti inesperti non abbiate paura di cominciare le vostre avventure outdoor proprio da qui, chiunque si metterà a vostra disposizione se avrete bisogno di qualcosa.  Il mare ha la particolarità di essere sempre pulito e la maggior parte delle volte calmo. A pochi metri dalla riva c’è una secca, perfetta per arenarsi con il lettino o per giochi acquatici. Un altro consiglio: create un arem, ché nelle ore principali il caldo può essere deleterio.

Se vi avventurerete verso il litorale, oltre “L’ultima spiaggia”, a tratti via mare a tratti per piccoli scogli, è possibile raggiungere delle spiaggette solitarie e non è un caso se protuberanze e mozzarelline messi ad abbronzare si concentrano da questa parte. Farete bene a preparare il falò, se ne avete voglia, prima che il sole tramonti, poiché l’oscurità incomberà. Le uniche luci saranno i falò interrati, le candele e le stelle. Ed è qui che avviene la magia: fuochi appiccati, luna specchiata nel mare, profumi di barbecue e musica di diverso genere, dalla folkloristica alla tecno. C’ è chi ne approfitta per un momento di epico romanticismo, chi vagabonda da falò in falò in cerca di amicizie o qualcosa da scroccare, chi si tiene gli amici stretti con un braccio e con l’altro sorregge una bottiglia di vino rosso. Chi consuma il fascino del mare notturno e chi preferisce il tepore della tenda.

Noi siamo lì ogni anno, almeno una volta all’anno, e questo post è stato pensato come un invito ad unirvi a noi, all’appuntamento annuale che come sempre si terrà davanti al “Burning Man” di CRAFT Parthenopeø. Noi ci torneremmo già domani e voi?

Cosa ne pensate?

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PEACEEEE!